biografia

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milano, Italy
Eco di fondo è una compagnia teatrale nata da Giacomo Ferraù e Giulia Viana, diplomati all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 2007. Si occupano di teatro di prosa e di teatro ragazzi. Selezionati per due anni consecutivi a NEXT, laboratorio per delle idee (O.Z.,, 2014 e LA SIRENETTA, 2015), hanno vinto diversi premi, tra cui: Premio Riccardo Pradella (2014), Selezione Inbox (ORFEO ED EURIDICE, Teatro Presente-Eco di fondo, 2014), finalista Premo Scenario Infanzia (NATO IERI, 2012), Premio Fantasio Piccoli (SOGNI, 2010), Premio ANPI Cultura (LE ROTAIE DELLA MEMORIA, 2008)

NATO IERI


*spettacolo finalista a PREMIO SCENARIO INFANZIA 2012* (dagli 8 anni)  

*spettacolo vincitore Premio Piuma per l'infanzia 2014 / Teatro delle Ali di Breno*                       

Andrea Pinna, Libero Stelluti, Giulia Viana
(foto di Annalisa Esposito)

REGIA Giacomo Ferraù 
DRAMMATURGIA Giacomo Ferraù e Giulia Viana
CON Andrea Pinna, Libero Stelluti, Giulia Viana 
ASSISTENTI ALLA REGIA Valentina Mandruzzato e Valentina Scuderi
LUCI Giuliano Bottacin e Giacomo Marettelli Priorelli
DURATA: 60 minuti
ringraziamenti: 
Il Molino del Groppo, residenza teatrale
Teatro del Buratto

referente organizzativo 
Elisa Binda / ecodifondo@gmail.com 

PRESENTAZIONE
Mino è nato ieri. Ed è nato grande. Mino ha lo spirito di un bambino, ma è nato già adulto, nel corpo di un adulto. Anche i suoi genitori, che non sono mica nati ieri, si sono chiesti, al tempo, come fosse potuto nascere così grande. O meglio, se lo sono chiesti per un paio d’ore, poi ci hanno rinunciato e lo hanno lasciato davanti alla porta di un orfanotrofio. Così Mino rimane lì, col pollice in bocca, immobile, di fronte al portone. Arriva la notte, con lei il buio. Mino, essendo nato ieri, non conosce il buio, così si spaventa e inizia a piangere. E piange. E piange. E piange. Fino al mattino successivo, quando una suora attempata, gli apre la porta e spinge fuori un bambino lentigginoso, con un cespuglio di capelli color carota e un sorriso furbetto. “è lei il signor Rossi? è venuto a prendere Lucignolo, finalmente?” ringhia la suora tirando il bambino dall’orecchio. Mino sorride, perché essendo nato ieri non ha ancora imparato a parlare. “Ma no, ma quale signor Rossi, questo è nato ieri!” dice Lucignolo ridendo. “Canaglia, porta rispetto al tuo nuovo papà” tuona esausta la suora sbattendo il portone dietro di sé. Mino e Lucignolo si guardano. Si guardano. Si guardano. Poi finalmente Mino sorride. “Pa-pà...”. Era la sua prima parola. Anche se ancora non lo sanno, le loro vite, da questo momento, non si separeranno più. Dopo un primo momento di disperazione, Lucignolo si rassegna alla cruda realtà: che l’uno non ha che l’altro al mondo e che in qualche modo dovranno cavarsela. Lucignolo sa di essere troppo piccolo per trovare un lavoro. Potrebbe mandare Mino. “Ma se Mino è nato ieri, tutti se ne accorgeranno” pensa Lucignolo. “Bè, la suora non se n’è accorta, in effetti i grandi non sono così attenti...” “Pecchè sei tiste?” Era la prima frase di Mino. “Caspita! Se impara così velocemente, per l’ora di pranzo saprà guidare una macchina! Così inizia la loro avventura, Lucignolo insegnerà a Mino come fare ad essere grande, mentre Mino restituirà al suo amico quel gioco e quella leggerezza dell’infanzia che la vita gli ha negato. Questa storia racchiude in sé gli echi delle fiabe più note: Pinocchio, Peter Pan, Hansel e Gretel,...Nasce da una nostra riflessione su una condizione odierna più generale di spaesamento, di inadeguatezza rispetto una realtà fatta di schemi fin troppo prestabiliti, che non lascia spazio allo spirito del bambino, e che costringe ad una crescita troppo rapida, negando la dimensione della scoperta, del candore che permette di emozionarsi, del gioco, che è anche il principio del nostro mestiere.La modalità di narrazione avverrà in modo molto semplice, secondo una modalità drammaturgico- spettacolare affinata nella nostra esperienza. Così la storia scivola senza soluzione di continuità tra scene raccontate e scene agite direttamente dove i tre attori raccontano e si raccontano interpretando vari personaggi con un semplice cambio di elemento del costume (un cappello, un paio di bretelle, un paio di occhiali,...)




DICONO DI NOI


"...Libero Stelluti è un Mino/Pinocchio dall’espressione ingenua, straniante nei suoi abiti di adulto in giacca e pantaloni, i panni però vestono un animo candido e che si lascia volentieri guidare dallo scafato Lucignolo, il cui nome si porta dietro tutto l’immaginario Collodiano di bambino scaltro. L’amicizia tra i due è sincera ed è poetica metafora del sentimento che vince sulle differenze, d’età e di etnia.
I tre attori sono bravi, lo spettacolo è pieno di buone idee - nonostante alcune ingenuità - rese anche con spirito, il testo offre battute e situazioni divertenti, soprattutto grazie alla personalità irresistibile di Lucignolo..."
Elena Maestri, recensione di Nato ieri sulla rivista Eolo

LUOGHI CHE CI HANNO OSPITATO E A CUI SIAMO GRATI

Finale Premio Scenario Infanzia 2012, Teatro delle Briciole, Parma
FESTIVAL SEGNALI,  Cormano
Teatro Prova, Bergamo
Centrolucia, Botticino Sera
PIME, Milano
Teatro comunale, Ferrara
Spazio 89, Milano
Teatro delle Ali, Breno
Casa di reclusione, Opera
Tournée circuito Teatro Stabile di Bolzano

INFORMAZIONI TECNICHE
pianta luci di Nato ieri




SCHEDA TECNICA NATO IERI



Necessità tecniche dello spettacolo

SPAZIO MINIMO 5x5m

FONICA: Casse e impianto audio con lettore cd o collegamento per pc)

LUCI 1 piazzato (8 PCmille) 4 bolli (4 PCmille) 1 controluce Blu (2 Frezner) 1 controluce Ambra ( 2 PCmille) Sdoppi e prolunghe 12 canali DIMMER

NOTE Servirebbe una scala per scendere e salire dal palco 

Durante la scena viene accesa e spenta una candelina

Specificare tempi minimi di montaggio e smontaggio 90 montaggio / 30 smontaggio











foto di Marco Caselli Nilmar
foto di Marco Caselli Nirmal

locandina illustrata da Libero Stelluti

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